L’allenatore della Roma, José Mourinho, in vista del Sassuolo: “Zaniolo? Si è dimostrato maturo”

Jose Mourinho
José Mourinho ha parlato davanti ai giornalisti in vista della sfida di Serie A contro il Sassuolo (Foto: YouTube)

L’allenatore della Roma, José Mourinho, ha parlato in conferenza stampa a Trigoria alla vigilia della sfida di Serie A contro il Sassuolo. Queste le sue parole:

Rapporto Nazionale-Club è un problema antico. Soluzione?
Non ne ho idea. Hai ragione, è un problema da tanti anni. Hai ragione anche quando dici che è difficile trovare una soluzione. Ci sono degli interessi diversi dei club e delle Nazionali. Anche delle diverse istituzioni. Ho deciso già da qualche tempo di non perdere tempo a pensare alla soluzione o a cose che non posso controllare. Nel nostro caso non è facile accettare che un giocatore ha giocato giovedì a mezzanotte (Vina, ndr) e che arriva a Roma sabato mattina. Magari siamo fortunati che sia solo uno, perché ci sono altri club che sono in una situazione più complicata. Ho deciso di non piangere e di non essere negativo.

Complimenti per le 1000 panchine. Zaniolo, a che punto è? Se lo aspettava già a questo livello?
Intanto ringrazio la League Manager Association per essere entrato in quel club dei 1000. Grazie a Sir Alex Ferguson visto che le sue parole sono pesanti in senso positivo. Ringrazio anche Dionisi per le sue parole e complimenti a lui e alla nuova generazione di questi allenatori giovani. Zaniolo. Il club è stato cauto l’anno scorso perché già si parlava che lui si poteva allenare o giocare qualche partita, tipo l’ultima. Lui è stato molto maturo, ha aspettato il momento giusto. Non è entrato direttamente nel lavoro con la squadra quest’anno. Per diverse ragioni non potevo venire prima di luglio e qualche collaboratore è venuto prima e ci ha lavorato insieme. Tutto è stato fatto, anche con Paulo prima (Fonseca, ndr). L’evoluzione è stata molto tranquilla. Doveva andare al di là delle cicatrici emozionali che ci sono. Ha avuto il suo tempo. In questo momento è uno che ha completamente dimenticato il problema che ha avuto. Ha fiducia nel suo corpo e sta bene. Penso che sia anche molto buono per lui. E’ buono avere un nuovo Carles Perez. Il bravo Perez di Barcellona non l’ho mai visto a Roma e quest’anno è fiducioso, con voglia di giocare. Quando gioca, gioca bene. Avere loro per la stessa posizione è fantastico. Giocare da 9? Roberto (Mancini, ndr), non dà nessuna opinione sulle nostre idee e anche noi dobbiamo rispettare le sue.

La ruggine di Zaniolo è finita? Le ricorda qualche giocatore del passato?
Nico è più facile per voi paragonarlo al Nico prima. Quando si fa un paragone si fa anche su un ragazzo che oggi è due anni più grande. Non c’è solo quello prima e dopo infortuni, c’è anche quello due anni più grande con tanto tempo di pensare che magari non ha mai avuto. E’ un ragazzo con più maturità e c’è spazio per la sua evoluzione. Sarei molto scarso se non gli dessi nulla. Deve imparare, deve conoscere meglio il gioco, deve sapere quello è giocare contro una squadra che gioca in maniera diversa. Tante cose che arrivano con esperienza. Sta imparando bene, è super professionale. Qualche informazione ho cercato di prenderla e dicevano poca maturità e altro. Io posso dire soltanto il contrario. Il rosso preso non è stupido, è di un giocatore che vuole fare bene per la squadra e che si impegna in difesa. Il nostro rapporto è assolutamente aperto e lui si sente molto confortato con me. Non solo come allenatore e giocatore. Sono contento. Mi piace tanto fare paragoni, però un giocatore col suo potenziale non ce ne sono tanti.
Si aspettava questo impatto di Abraham? Pellegrini ha accettato il suo consiglio sul contratto?
Non sei stato tu che hai detto l’indirizzo di casa mia? No? Bravo. Pellegrini ogni giorno che passa è sempre più vicino a firmare il suo contratto. Io lo voglio tanto e lui vuole tanto rimanere con noi. La situazione è vicinissima alla sua fine e finire bene. E’ molto vicino al rinnovo. Vuole veramente essere qui con noi, vuole essere parte del nostro progetto. All’inizio dovevo capire delle cose, dovevo conoscere i giocatori non solo nel gruppo. Anche quando Dzeko era qui non ho voluto decidere se fosse o meno il capitano. Dovevo capire delle cose di gruppo. Pellegrini è il nostro capitano, Mancini il secondo e Cristante il terzo. Deve essere il nostro capitano oggi per noi. Sono convinto che firmerà presto e sarà il nostro capitano per tanti anni con altri due bravi capitani insieme a lui. Impatto Abraham? Come giocatore si, poi c’è un dubbio su quel giocatore che nasce e cresce nel suo habitat naturale. Un ragazzo di Londra e tante volte loro non escono tanto e quando lo fanno c’è sempre la domanda sull’adattamento. Il dubbio è finito. Non è solo adatto, ma gli piace tanto. Già perfettamente integrato nella squadra, non solo calcistico ma anche umano. Ha i suoi amici. Ha una vita qui e una vita fuori con loro. Sono molto contento.
Che cosa ne pensa del Mondiale ogni 2 anni?
Penserò ai Mondiali quando allenerò una Nazionale. Un giorno si, ma non ora. Quando avrò 80 anni me la rifarai.

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Lorenzo Sambucci