In via Antonio Bosio 13, nei pressi di Villa Torlonia, Luigi Pirandello trascorre gli ultimi anni della sua vita.

property-and-surroundingsPassata alla storia come Villa Pirandello, possiamo ammirare un edificio in stile liberty, l’unico a racchiudere le tracce originali del passato del poeta.

Nel 1894, Pirandello si trasferisce a Roma con la sua sposa Antonietta, la donna che diventò la sua musa ispiratrice portandolo in una coscienza drammaturgica della vita, caratterizzata dalla tragicità.

Antonietta, presa da un’ossessiva gelosia delirante e paranoica verso il marito, viene rinchiusa in una clinica romana dove troverà la fine dei suoi giorni.

Il poeta era pazzamente innamorato di lei e questo sentimento, unito al grande dolore provato dopo il suo ricovero, lo porta ad una vita diretta verso l’oblio, dove l’unico rifugio lo trova  nella scrittura, caratterizzandola da una vena decisamente drammatica.

Villa-Pirandello-Roma-3In questo periodo, al capezzale della moglie, scrive una delle sue opere più famose “Il fu Mattia Pascal” dove il protagonista perde l’identità individuale sentendosi un’ombra senza certezze.

La definizione Pirandelliana della vita era di una vita “finta” definita come una “grande pupazzata” attraverso la quale è possibile fuggire, soltanto attraverso la scrittura.

Possiamo immaginare, osservando Villa Pirandello, il poeta seduto alla scrivania nella sua grande poltrona, mentre redige, con la sua macchina da scrivere portatile ancora lì custodita, opere divenute famose in tutto il mondo, nelle quali possiamo percepire, attraverso la lettura,  la solitudine e la malinconia drammatico-borghese che il poeta ci ha trasmesso attraverso le sue opere.

Roma_Studio_Pirandello_01Nel 1961, con la fondazione dell’Istituto di Studi Pirandelliani, tutto venne donato allo Stato italiano dagli eredi di Pirandello, dalla targa del Premio Nobel per la letteratura, al guardaroba ed oggettistica personale.

 “E l’amore guardò il tempo e rise, perché sapeva di non averne bisogno. Finse di morire per un giorno, e di rifiorire la sera senza leggi da rispettare”.

Con questo bellissimo spezzone di poesia Pirandelliana, lascio i miei lettori dandovi appuntamento al prossimo martedì, con un altro capitolo della nostra “Roma Scomparsa”.

Per le foto si ringrazia www.casemuseoitalia.it ; www.tripadvisor.it ; http://bimag.it

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Isabella Alboini

ISABELLA ALBOINI