Il 12 luglio 1955 Papa Paolo IV ordinò l’istituzione del ghetto ebreo nella capitale.

Ci troviamo nel rione Sant’ Angelo ed il ghetto romano è uno dei più antichi del mondo, secondo soltanto a quello di Venezia.

civitavecchia.portmobility.itE’ il XVI secolo e la popolazione semita veniva già sottoposta a persecuzioni razziali.

Il quartiere capitolino che li raccoglieva, era delimitato da mura con soltanto due grandi porte situate in angoli opposti, che venivano aperte all’ alba e chiuse al tramonto.

Con l’arrivo della Repubblica Romana, il muro venne abbattuto e dopo la deportazione ad Auschwitz, nel 1943, di 1022 ebrei residenti a Roma, il ghetto venne ricostruito quasi totalmente a causa delle fatiscenti abitazioni.

I membri della comunità iniziarono a vivere anche in altri quartieri di Roma, pur considerando il ghetto, luogo d’incontro.

Una leggenda popolare  è legata ad una particolare fontana posta nel cuore del quartiere ebraico in piazza Mattei, la fontana delle Tartarughe.

La struttura architettonica della fontana, è rappresentata da quattro efebi in bronzo con il piede su delfini dai quali sgorga l’acqua. Nella parte superiore, ad ornamento, troviamo le quattro tartarughe dalle quali l’opera prende il nome. I quattro carapaci vennero posizionate sulla fontana, ad opera terminata,  per colmare i spazi rimanenti e, successivamente restaurate, non rappresentano l’opera originale.

panoramio.comSi narra che la fontana venne costruita in una sola notte dal duca Mattei, per conquistare la sua amata.

La mattina, ad opera terminata, il giovane fa affacciare alla finestra la sua promessa sposa ed il futuro suocero, contrario al matrimonio.

Tale meraviglia avrebbe conquistato i loro cuori. Successivamente, in segno di onnipotenza, il duca fece murare la finestra che affacciava sulla piazza pensando che l’opera poteva essere ammirata soltanto dalla sua futura sposa.

Recandoci in piazza Mattei, possiamo ammirare la bellissima fontana e la particolare finestra murata, ripercorrendo la storia che abbiamo voluto raccontarvi.

“Abbiamo imparato a volare come gli uccelli, a nuotare come i pesci, ma non abbiamo ancora imparato la semplice arte di vivere come fratelli” incide Martin Luther King nella mente di chi lo vuole ascoltare, ricordando le pagine nere di una storia che ci appartiene.

Vi diamo appuntamento a Settembre dopo la pausa estiva, con un altro capitolo della nostra Roma Scomparsa.

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Isabella Alboini

ISABELLA ALBOINI