Mario Sconcerti ai microfoni di Roma Talk Radio nel format “Maciniamo Km”

4-maciniamo-kmCome valuta la strategia comunicativa di Spalletti nei confronti della stampa romana? perché La comunicazione può in concreto influenzare positivamente o negativamente la piazza di una squadra di calcio?

Non credo sia un a strategia, credo che vada a braccio e sia insofferente alle domande meno comode. L’importante è che queste ci siano sempre, sta alla gente decidere come interpretare la domanda. Farsi compagnia con la squadra di calcio va bene, se invece si cerca continuamente un colpevole diventa un tormento, dipende da che uso si fa dei mezzi di comunicazione. Si prende il calcio come un mezzo di divisione invece di usarlo per farci compagnia.

Le difficoltà della Roma ad inizio stagione sono legate all’eliminazione col Porto? Perché le squadre italiane falliscono spesso l’appuntamento col preliminare?

Perché sono inferiori. Abbiamo il caso dei cinesi a Milano, il Bologna, adesso venderanno il Palermo, abbiamo un  calcio che è stato costretto a vendersi perché non era più in grado di gestirsi. Il calcio ha tante cose fantastiche, tra questo c’è l’eccesso di cronaca, il ritmo delle partite è tale che non ci permette di pensare oltre il risultato. Se ci fermiamo a pensare vediamo che intorno sono cambiate tante cose, non tutte in meglio e non potevamo avere questa crisi di tecnici e dirigenti.

Da quando era direttore del Corriere sono cambiate tante cose nel giornalismo e nel calcio: nota un miglioramento o un peggioramento?

Vedo straordinarie occasioni perse. Se avessimo avuto internet a quell’epoca non so cosa sarebbe successo, oggi è un’occasione sprecata. La maggior parte dei siti fa copia e incolla, una notizia da un sito passa agli altri senza nemmeno essere riscritta. Se pensiamo che il giornalismo sia diramare notizie da altri… Stiamo buttando via internet e la comunicazione.

Oltre all’arrivo di investitori stranieri e la riduzione delle rose, cosa si può fare per rilanciare il movimento calcistico italiano?

Il grande calcio ha alcuni assiomi: per vincere bisogna essere ricchi ma questo non sempre basta, e se riesci a vincere nel calcio ci guadagni. Viene detto che il calcio è in grande crisi economica ma non è vero, lo è quello di Milano e della Roma. Tre squadre hanno quasi il massimo del debito di tutta la Serie A.

Progetto stadio Roma: secondo lei alla fine si farà? Un giudizio sull’operato della proprietà americana?

Non conosco la società americana, che è comunque forte economicamente quest’anno è stato valutato come un successo avere 14 milioni di euro di debito di gestione. Se sarà un investimento a medio o lungo tempo bisognerà vedere quanto avrà voglia di andare avanti la presidenza, se Pallotta vorrà vendere e chi comprerà sarà migliore o peggiore. Non c’è più la Rometta, questo serve che lo capiscano anche i romanisti che per il momento lo stanno solo pretendendo, la Roma ha fatto una grossa trasformazione, oggi conta più dell’Inter sbailmente, lo dicono gli ultimi 10 anni. La Roma ora è condannata ad avere una grande squadra perché è diventata la città fondamentale di questo Paese nel bene e nel male, l’importante è che lo sia come è stata Milano negli anni 50-60. Purtroppo quando si parla di Roma si parla solo di Totti o di Dzeko, non c’è dubbio ch questa non è più e non può più essere la Roma di Anzalone o di Viola. Qui ci sono pani, pesci e forse qualche cane, ma Roma è una delle realtà più di spinta del calcio europeo. Lo stadio: se la domanda è se è meglio averlo o no, la risposta è ovviamente sì ma non pensate allo stadio come una panacea. Lo stadio deve esserci ma non è quella che risolve tutto.

Corsa scudetto: siamo ad 1/3 del campionato, la lotta continuerà fino alla fine o la Juve dominerà ancora?

Dipenderà dalla Roma, sta mettendo in fila risultati positivi da quando abbiamo smesso di parlare di Totti. Non è in discussione come giocatore, ho scritto dei libri su di lui e d è il giocatore italiano del dopoguerra più forte con Rivera, ma anche queste sono considerazioni che vanno fatte.

Conte e Ventura: accomunati dall’arroganza?
Mi sembra che Ventura tenda ad accontentare la stampa, ha convocato Lapadula senza aver fatto una partita da titolare. Dopo aver avuto la nazionale di Conte, Ventura sta cercando il suo spazio su territori nuovi. Il ct è una persona per bene. Conte è arrogante, non c’è dubbio, ma è un’arroganza di mestiere, per difesa. Credo che quelli molto bravi se la debbano anche poter permettere un po’ di vanità. E’ un grande tecnico, uno che sa allenare la gente che ha. E’ più completo di Ventura ed essendo più giovane, anche migliore; ha volte ho dubbi sulla sua sincerità emotiva ma i risultati sono tutti dalla sua parte.

La squadra che l’ha sorpresa di più in negativo?

In negativo l’Inter, che è un’ottima squadra con giocatori importanti. Lì è un problema d’atteggiamento, quando parliamo di calcio spesso discutiamo di schemi, ossia di coprire il campo. In realtà se giochi a due tocchi e hai due tre giocatori che provano a saltare l’uomo non è difficile giocare a calcio. Spalletti ha trasformato la Roma in un modo molto vicino a questo. L’Inter non lo fa, ogni giocatore vuole interpretare, non è più una musica ma un bordello.

Roma Talk Radio

Format  “Maciniamo Km” a cura di :

Fiore Ciampi

Andrea Calò

Gabriele Conflitti

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